
Titolo originale: Public Enemies
Regia: Michael Mann
Cast: Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard
Musiche: Elliot Goldenthal
Produzione: USA 2009
Genere: Gangster movie
Durata: 143 minuti
Regia: ![]()
![]()
![]()
![]()

Interpretazione: ![]()
![]()
![]()
Sceneggiatura: ![]()
![]()
![]()
Musica: ![]()
![]()
![]()
Giudizio: ![]()
![]()
![]()
Trama
Chicago, 1933. Il criminale John Dillinger (Johnny Depp) diviene famoso per i suoi rapidi ed efficaci assalti alle banche cittadine, rapinate con stile impeccabile. La polizia locale, in particolar modo l’FBI, dichiara guerra a lui e alla sua banda, incaricando il risoluto Melvin Purvis (Christian Bale) di catturarlo con ogni mezzo a disposizione. La caccia è aperta, Dillinger viene preso e incarcerato, tuttavia le sue evasioni lo rendono inafferrabile. Purvis punta allora sull’affascinante Billie Frechette (Marion Cotillard) per catturarlo definitivamente.
Recensione
Michael Mann mette il suo stile registico al servizio di un affresco americano di grande impatto, in cui rivivono le gesta dei grandi criminali degli anni ‘30. Si percepisce quell’arcaica disputa fra legge e sregolatezza, dalla quale emerge una lotta non solo fisica ma ideale comprendente due diverse, opposte condotte di vita. Da una parte si esalta il mito del criminale inafferrabile, capo assoluto di un movimento dedito ai soldi, alla violenza funzionale e alla fredda premeditazione metodologica, dall’altra compare costante la nemesi ferrea dell’imposizione della legge, con i suoi tutori non sempre retti in grado di stravolgere le regole pur di pervenire all’unico obiettivo, la cattura del nemico pubblico primario. Mann marca i territori delle due fazioni in contrapposizione, ed elegge i due contendenti principali, John Dillinger e Melvin Purvis, costruendo intorno ai due uomini un alone di leggenda e un contesto che li definisce caratterialmente: il primo è un gentiluomo deciso con le fattezze seducenti di Johnny Depp, dedito al lusso, alle donne, al bel vestire e all’avventura oltre ogni previsione; il secondo è l’integerrimo poliziotto che vive una grande responsabilità con estrema calma e meditazione, riflessa ed espressa attraverso il volto lineare di Christian Bale. Entrambi gli interpreti supportano ruoli forti, con facilità e non ostentata maestria, personaggi ben caratterizzati ma non poi così impegnativi. Mann accorda i toni alfine di adattarli sì al contesto relativo agli anni ‘30, adattandoli però anche alle dinamiche moderne, riferendosi più precisamente all’azione fortemente presente in alcuni suoi celeberrimi film di genere. Per fare un esempio occorre concentrare l’attenzione su una delle prime sequenze, la rapina alla prima banca, dove è palese il richiamo a “Heat”, nel quale De Niro e compagni entrano con fredda irruenza nella struttura affollata per dare avvio ad un assalto memorabile. Anche le frequenti sparatorie di “Nemico pubblico” e gli inseguimenti in macchina fanno riferimento all’action movie metropolitano più completo e riuscito di Mann, coronando la parte visiva con effetti sonori roboanti che plasmano in maniera risoluta l’eco sorprendente degli spari delle armi sfoggiate. Al di là del modus più immediato emerge poco a poco il lato più umano e caratteristico del protagonista Dillinger, cittadino che mangia, dorme, si rilassa e si innamora della femme Billie Frechette, interpretata dalla graziosa Marion Cotillard. Accostando la durezza dello stereotipo gangster alla dolcezza e alla sinuosità della donna ideale, Mann crea i presupposti per uno spettacolo in cui prevale il romanzo narrativo peculiarmente legato al binomio amore intrigo, che si risolve in un finale estremamente adatto e giustamente enfatizzato. Quello che si vede nella reale vicenda di Dillinger e della sua banda trova la sua piena realizzazione in un dramma spettacolare e al contempo cupo, sopito e studiato a livello di inquadrature sceniche e modalità registiche talvolta velatamente elaborate. Si nota un tentativo da parte dello stesso Mann di uscire solo per poche sequenze dal suo modus operandi registico, mettendo in campo scene di calma apparente utilizzando movimenti di macchina curiosamente esitanti, voluti ma ambigui nella loro funzione. Il gangster movie di Mann ha le credenziali per essere un buon film, ordinario ma ben diretto, contestuale ma moderno.
Correlati:















