
Titolo originale: The 6th day
Regia: Roger Spottiswoode
Cast: Arnold Schwarzenegger, Robert Duvall, Tony Goldwyn
Musiche: Trevor Rabin
Produzione: USA 2000
Genere: Fantascienza
Durata: 124 minuti
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Interpretazione: ![]()
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Sceneggiatura: ![]()
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Trama
Adam Gibson (Arnold Schwarzenegger) è un pilota con una bella moglie e una figlia affettuosa. Una sera si risveglia su un taxi e, giunto davanti alla sua casa, scopre che un uomo identico a lui si è insediato nell’abitazione. Adam scopre così di essere stato clonato per errore dalla multinazionale di proprietà di Michael Drucker (Tony Goldwyn), un affarista senza scrupoli che ha violato la cosiddetta “Legge del sesto giorno” con l’aiuto del dottor Weir (Robert Duvall).
Recensione
Notandolo sulla locandina di un giornale o nei trailer commerciali, questo film diretto da Roger Spottiswoode sembrerebbe il solito spettacolone hollywoodiano tutto muscoli e azione che si spreca in effetti speciali al solo scopo di approdare ad un buon incasso: ebbene c’è molto altro da scoprire in questa pellicola, a partire dalla sua connotazione particolare. L’attore protagonista ed ex mister universo Arnold Schwarzenegger non deve fuorviare, poiché il suo ruolo, questa volta, assume un carattere ben diverso dagli eroi prima interpretati e si presta a sostenere una vicenda fondata su una questione etica di primaria importanza a livello scientifico: la clonazione, e più specificamente la “clonazione umana”. Il film si apre con la citazione biblica della genesi che dà di fatto il nome alla “Legge del sesto giorno”: “E il sesto giorno Dio creò l’uomo”. La storia vede un principio felice, con un padre di famiglia che si alza la mattina soddisfatto della sua famiglia e ansioso di recarsi al lavoro. Tuttavia, in una dimensione spazio temporale che svela una cornice misteriosa, il protagonista verrà in un attimo catapultato in una realtà drammatica e terribile, cioè la scoperta di un doppio identico che ha preso possesso della sua casa e gli ha rubato l’affetto dei propri cari. Adam, e il nome deve far riflettere lo spettatore, diviene un pericolo del sistema, che si configura come una multinazionale che in campo genetico ha violato per interesse ogni norma etica riguardante la clonazione. E’ a questo punto che Adam comincia una lotta per riacquistare ciò che ha perduto e inoltre una fuga da sicari incaricati di ucciderlo alfine di occultare le prove della violazione. Le sequenze in puro stile action movie si susseguono, non senza rivelare, però, i dubbi e le paure dell’essere umano di fronte ad una situazione estremamente complicata e capace di sconvolgerlo su un piano prettamente psicologico. “Il sesto giorno” descrive il clone come una sorta di seconda vita, il corpo viene replicato, la memoria reimpiantata senza alcuna alterazione, le leggi divine aggirate in preda ad un delirio di onnipotenza da parte dell’antagonista Michael Drucker, messo in discussione perfino dal suo servo più operoso, il dottor Weir. Robert Duvall esprime con grande umanità il dissenso provato dal suo personaggio, un medico in conflitto con la società e con se stesso, capace di ragionamenti profondi in merito alla propria etica e alla propria connivenza in seno alla multinazionale. Spottiswoode vuole aprire gli occhi su un problema che si è già ripresentato in passato e sicuramente si ripresenterà in futuro, riservando una buona parte d’azione e violenza per non appesantire eccessivamente il significato del suo lavoro cinematografico.
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