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Dorian Gray

Posted on 02 dicembre 2009 by Alessia

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    Titolo originale: Dorian Gray

    Regia: Oliver Parker

    Cast: Ben Barnes , Colin Firth , Rachel

    Hurd Wood , Rebecca Hall

    Musiche: Charlie Mole

    Produzione: Gran Bretagna 2009

    Genere : Drammatico

    Durata: 112 minuti

    images    trailer

Regia:   stella14stella14stella14            

Interpretazione: stella14stella14stella14stella14          

Sceneggiatura:  stella14stella14stella14          

Musica:  stella14stella14stella14stella14                                             

Giudizio: stella14stella14stella14                 

Trama

Dorian Gray (Ben Barnes),  giovane e bellissimo ragazzo ingenuo e di poca esperienza , arriva nella Londra del 1890 per prendere possesso della ricca eredità lasciatagli dal crudele nonno materno . Qui  fa amicizia con Basil Hallward (Ben Chaplin), giovane pittore che dipinge per lui un magnifico ritratto allo scopo di catturare l ‘ incredibile avvenenza della quale è dotato il giovane . Vedendo il quadro ultimato il giovane  è rapito dalla sua stessa bellezza e giovinezza destinate a sfiorire : per questo compie un futile giuramento e si vende l’anima pur di poter rimanere sempre giovane e splendido come quel ragazzo sulla tela . Guidato dal carismatico Lord Henry Wotton (Colin Firth), Dorian si lascerà andare a una vita di lussuria e perdizione , sperimentando le trasgressioni più estreme  e macchiandosi di crimini efferati , restando immune ai segni del tempo mentre il ritratto , chiuso in soffitta , continua a invecchiare e a consumarsi al suo posto….

Recensione

“Vi assicuro che il piacere è molto diverso dalla felicità” (Dorian Gray)

Quando i critici dissentono fra loro , l’artista è d’accordo con sè stesso .” Sarebbe entusiasta allora Oscar Wilde , perchè intorno a una pellicola che trae ispirazione dal suo più controverso e discusso lavoro in rete e non solo si è scatenato un vero e proprio caso diplomatico : rigidi cultori dell’opera si scontrano contro apprezzatori dell’attualizzazione , alcuni contestano il tradimento delle caratteristiche somatiche del protagonista da biondo raffinato trasformato in affascinante moretto , altri avrebbero ucciso l’immaginaria figlia di lord Wotton , altri ancora non l’hanno affatto sgradita . Avendo visto il film il 27 novembre scorso nel suo primo giorno di programmazione dopo averlo atteso ansiosamente per mesi e mesi , adesso mi aggiungo anch’io a dire la mia , partendo da una premessa che già farà infuriare alcuni : appartengo al partito di quelli ai quali il film è piaciuto . Non senza qualche stecca per carità , perchè di stonature ce ne sono e parecchie , ma checchè ne diciate sono determinata ad ogni costo a SALVARE questo film dai critici spietati . Il regista Oliver Parker non è affatto nuovo al materiale di Wilde , avendo già trasposto due deliziosissime commedie (“un marito ideale” e “l ‘ importanza di chiamarsi Ernesto” ) a mio parere  riuscitissime e divertenti ; è ovvio che qui il canovaccio è molto più complesso e rischioso e bisognava scegliere una linea che potesse in parte attrarre il grande pubblico senza danni eccessivi , per evitare di produrre una copia classica e raffinata della pellicola del 1945 ; il regista sceglie quindi di puntare sulla linea gothic – horror della storia avvertendoci sin dal titolo che quello che troveremo non sarà totalmente adiacente al romanzo , ma incentrato soprattutto sul negativo e corrotto protanista (il film è appunto intitolato “Dorian Gray e non “il ritratto di Dorian Gray” ). Proiettati in una Londra cupa e fumogena alquanto Burtoniana veniamo introdotti al personaggio di Dorian , appena arrivato a Londra con aria ingenua e spaesata e con un cappellino tanto grazioso da fare di lui la più innocente delle creature . Ecco per i devoti il primo problema : Dorian ha i capelli scuri e non è più biondo  riccioluto ed efebico come lo descrive il romanzo , ma se ci riflettete non è in realtà un cambiamento così scioccante ; trasporre implica anche interpretazione e a libertà degli addetti ai lavori anche sviluppo di tematiche di attualizzazione . Se un Dorian dalla chioma dorata  era ai tempi di Wilde il simbolo della bellezza perfetta e incontaminata come lo era il suo amante biondo e adonico lord Alfred Douglas , oggi i canoni sono cambiati e la bellezza è incarnata più verosimilmente da un giovane moro con carnagione olivastra . Altro grande problema per molti  è la fedeltà alla trama originale : ho letto il ritratto di Dorian Gray parecchi anni fa al liceo ed è stato uno dei pochi romanzi imposti su tortura che mi abbia davvero avvinto e colpito ; troppo tempo è passato per ricordare i dettagli , ma per l’occasione ho pensato di sfogliarlo un po’ e ho trovato tante cose interessanti : contrariamente  a quanto si dice la pellicola mantiene per tutto il primo tempo una buona fedeltà al romanzo , avendo come peccato , se così lo vogliamo considerare di lasciare da parte la cornice di raffinatezza per dar vita alle perversioni e alla lussuria di Dorian , laddove nel libro queste erano lasciate alla nostra immaginazione o sottintese dietro raffinate preposizioni : lo spettatore rimane sconcertato in questo turbinio di corpi ansimanti e pratiche estreme , stordito e disorientato e che lo vogliate o no , disgustati e sconvolti , avete percepito la depravazione e la corruzione dell’animo del personaggio attraverso le immagini : l’obiettivo è stato raggiunto . Sarebbe stato facile incedere in una rappresentazione puramente etero del protagonista per attirare tutte le adolescenti urlanti di questo mondo , ma con mia grande soddisfazione hanno dato ampio spazio anche alle sue eventuali tendenze omosessuali (non state lì a scandalizzarvi troppo per quello che succede con Basil Hallward … non mi venite a dire che non avete mai pensato che  fosse attratto da Dorian) . Dopo un primo tempo frastornante che si conclude con un omicidio e schizzate di sangue che farebbero di lui il perfetto cugino di Sweeney Todd , Dorian lascia Londra per tornarvi dopo 25 anni , alla vigilia della Prima Guerra Mondiale , in un secondo tempo che prevalentemente frutto di invenzione . Fonte di disappunto e malcontento per i fedelissimi questo è ahimè anche la parte più debole del film , basandosi quasi unicamente sulla sceneggiatura di Toby Finlay che risulta debole nell’incisività dei dialoghi , peccando di banalità e poca convinzione : non che la prima parte fosse totalmente scevra da buchi per carità (che cosa significano i flashback sull’infanzia di Dorian?che lui forse era un’anima fragile segnata da un’infanzia infelice e quindi dovremmo giustificarlo ? A parte qualche cicatrice la questione non è approfondita quindi non ci è dato saperlo…e poi perchè mai hanno tagliato le scene così male? al punto tale da trovarci un momento in un salotto con gli attori vestiti e un secondo dopo siamo in in camera da letto con loro mezzi nudi senza alcuna continuità!?) , ma quando fa il suo ingresso il personaggio di Emily Wotton , figlia del plagiatore Lord Henry Wotton , restiamo perplessi proprio perchè sappiamo della sua inesistenza e ci disinteressiamo del suo destino , inventata un po’ per prolungare la durata della pellicola (diciamoci la verità : la mia edizione del libro conta di 260 pagine ) , un po’ per offrire a un protagonista dannato , attraverso una salvifica figura femminile , una possibilità di redenzione che nel libro non è concessa . Espediente saccheggiato dal cinema , ma che comunque se pur debole alla fine non guasta in modo irreparabile lo spirito generale della storia , portandoci a un finale di più effetto ma tutto sommato non così tremendo : avevo adorato la conclusione del romanzo proprio per la sua brutalità , ma Parker cerca di salvare Dorian dall’inferno mentre noi vorremmo che ci andasse con un biglietto di sola andata : in fin de conti , ha affrontato il libro con coraggio e non ha avuto paura di sporcarsi le mani ; concediamogli una possibilità di salvezza per il suo protagonista .La misteriosa colonna sonora di Charlie Mole funziona a dovere nel rendere l’inquietudine gotica di questa Londra così corrotta e oscura , non altrettanto bene forse i costumi che a volte sono un po’ troppo colorati e appariscenti , quasi caricaturali ; ottimo Ben Barnes , che mettendo a dura prova l’immagine di buono cucitagli a forza dal principe Caspian , corre un rischio notevole e vince una scommessa contro ogni detrattore , facendo vibrare il suo corpo da ragazzo per bene con la sfacciataggine e la sfrontatezza di una lama di coltello ; mefistofelico e gigantesco Colin Firth nei panni del carismatico Lord Wotton , mentore del piacere che ci delizia degli aforismi più famosi dell’autore e che usa Dorian come un fantoccio per realizzare una filosofia di vita che è bravo a esaltare solo a parole , distruggendo una bellezza innocente per il puro gusto di farlo ; pessima invece la prova di Rachel Hurd-Wood come Sybil Vane , creatura vanesia quanto il suo cognome ma degna di grande importanza nella storia , forse perchè quel parruccone con mega fiocco in testa le sta proprio una schifezza , o perchè quello stesso fioccone maxi la fa troppo piccola dolce Wendy ; disgustoso al punto giusto il ritratto , che prende vita e guarda con occhi propri la scena , emette suoni inquietanti e ci ripugna con un effetto “vermifico” che , per quanto ci sconvolga e ci rimandi un po’ a un horror anni novanta di basso budget , é più che mai legato al testo e alla descrizione  che Wilde dà del quadro ( “uno splendido tessuto del tardi settecento veneziano [...] poteva servire ad avvolgere quell’orrore [il quadro]. Ora avrebbe coperto una cosa che aveva una putredine propria, più decomposta di un cadavere – che avrebbe nutrito orrori, e non sarebbe mai morta. Quello che i vermi sono per il cadavere, i suoi peccati sarebbero stati per l’immagine dipinta sulla tela. Avrebbero invaso la sua bellezza, e ne avrebbero divorato la grazia. L’avrebbero deturpata, e resa ripugnante. Tuttavia la materia avrebbe continuato a vivere. Sarebbe vissuta in eterno.”) . In ogni caso con tutti i suoi difetti e le sue imperfezioni il film tiene accesa l’attenzione per tutta la sua durata e scatena opinioni e dibattiti corposi all’uscita dalla sala , riaccendendo in noi il desiderio di ripescare dalla mensola il romanzo originale ormai sommerso nella polvere ; a me basterebbe questo per dire che è un film da vedere , ma credo che per i più non sarà sufficiente perciò cercherò di essere più specifica : è un bel film . Poteva essere fatto meglio , poteva essere completamente diverso nel suo approccio , ma dobbiamo guardarlo così com’è , senza arrabbiarci troppo , senza cercare la perfezione ; non dimenticate che a Dorian la perfezione ha fatto molto male.

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1 Comments For This Post

  1. Nicola Says:

    E’ molto meglio la recensione del film a mio parere! =)
    A parte la mia opinione (che già conosci), penso che tu abbia ragione nel dire che il regista non abbia avuto paura di sporcarsi le mani, ma avrebbe dovuto osare di più. Non sono affatto un fanatico della fedeltà ai romanzi e anzi trovo offensivo che un film debba essere valutato in base a quello che risulta esserne esclusivamente il “soggetto”; d’altro canto però tentare di rinnovare e non avere il coraggio di farlo del tutto produce un ibrido…E questo mi pare essere “Dorian Gray”.
    Le scene di sesso più che estreme mi sono sembrate “casuali”, infilate qua e là per farne parlare a proiezione finita più che per descrivere il mondo di Dorian. D’altro canto i personaggi a contorno sono troppo sfacciatamente dei meri supporti al protagonista, senza alcuna profondità; persino Lord Wotton si riduce a un cliché, nonostante la splendida interpretazione di Colin Firth.

    Dopo 112 minuti passati a aspettarmi quello che la scena successiva puntualmente realizzava, sono uscito rimpiangendo “L’importanza di chiamarsi Ernest”, che al contrario ho adorato.
    Alla prossima!

3 Trackbacks For This Post

  1. Oliver Parker | RecenCinema Says:

    [...]      Dorian Gray (2009) [...]

  2. Colin Firth | RecenCinema Says:

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  3. Rebecca Hall | RecenCinema Says:

    [...] Dorian Gray (2009) Emily [...]

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