Titolo originale: The Eiger sanction
Regia: Clint Eastwood
Cast: Clint Eastwood, George Kennedy, Vonetta McGee
Musiche: John Williams
Produzione: USA 1975
Genere: Thriller
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Sceneggiatura: ![]()
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Giudizio: ![]()
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Trama
Jonathan Hemlock (Clint Eastwood), un killer della CIA in pensione, viene richiamato in servizio col ricatto per “sanzionare” gli assassini di un collega. Hemlock uccide il primo, mentre il secondo viene indentificato in uno dei partecipanti alla spedizione per scalare la parete del monte Eiger, tra le Alpi svizzere. Jonathan si prepara fisicamente all’impresa con l’aiuto di Ben (George Kennedy), un vecchio amico ex scalatore che ha aperto un albergo nella Monument Valley.
Recensione
Nella lunga filmografia di Eastwood attore e regista “Assassinio sull’Eiger” è il lavoro cinematografico forse meno riuscito e più controverso, un autentico paradosso rispetto all’inconfondibile stile del cineasta americano protagonista di tanti successi. Il film reca in sé una miriade di perplessità e dubbi sul suo sviluppo. Certamente le cause sono da rilevare in una sceneggiatura non originale ambigua e mal interpretata, dalla quale si evince una storia potenzialmente avvincente ma abbandonata alla fretta soprattutto nella seconda parte. Il prologo del film risulta molto interessante, ben contestualizzato e perfettamente in aderenza con i codici di messa in scena richiesti da un genere, lo spionaggio, estremamente complicato da esprimere attraverso una cinepresa. Fino all’allenamento di Hemlock sulla Monument Valley tutto coincide con uno sviluppo lineare e un intreccio compatto, elementi vicini allo stile di ripresa di Eastwood che ne esaltano la fisicità messa in mostra un po’ per necessità, un po’ per virtuosismo. Tuttavia la trama sembra letteralmente sfaldarsi con la scalata dell’Eiger, la caratterizzazione dei personaggi cede all’eccessivo protagonismo dell’interprete principale. Molte sequenze spettacolari risultano fini a se stesse, crollando sotto il peso delle pretese del genere, in bilico fra azione e thriller meditato. Hemlock non risparmia battute né dimostrazioni di forza, connotati assolutamente funzionali alla riuscita delle sue imprese, ma tale atteggiamento attribuito al protagonista non basta per far decollare il contenuto. Quell’alone di mistero necessario affinché ci sia suspense pervade solo superficialmente la vicenda, ma nell’epilogo si rimane basiti poiché l’orizzonte d’attesa viene deluso. George Kennedy si fa notare per la sua bravura ed il suo personaggio si rivela molto carismatico in relazione agli sviluppi della storia. Il film poteva ottenere un giudizio migliore se solo avesse improntato lo svolgimento della vicenda secondo una logica più in atto che in potenza, prevedendo un finale sinottico e maggiormente rilevante.
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